Shirim. Ispirati a figure dell'antico e nuovo Testamento

Shirim. Ispirati a figure dell'antico e nuovo Testamento

di Gabriele Bellucci

Vieni, Signore, Dio, nella voce profonda del vento che bruisce cespugli d'erba. Non celarti al tuo servo! Non ha importanza vivere morire perché io possa ricongiungere in te che tutto sei, la miseria di me che nulla sono. "Come tutti i veri poeti, anche Gabriele è sospinto nella sua poesia da una profonda e urgente domanda religiosa perfino nel suo travaglio esistenziale e lirico che ci ricorda quello del giovane Leopardi. A rileggere le sue poesie, infatti, ci si imbatte in nell'intuizione che, dopo tutto, questo giovane poeta possedeva davvero un'anima profondamente cristiana e di cui Shirim è la prova più sicura e convincente".